Tra i mari d’Italia più rilevanti annoveriamo qui di seguito il mar Mediterraneo a sud, un mare discretamente salato poiché riceve poche quantità di acque dolci da parte dei fiumi. Il Mediterraneo ha avuto un’importanza determinante nella storia d’Italia: anticamente, come sappiamo, è stata la culla di diverse civiltà importanti tra cui gli egizi, i fenici, gli etruschi,i greci e i romani;
il mar Adriatico a est con una modesta profondità (che fa di questo mare il più ricco di pesce ) e dalle coste basse ed uniformi;
il mar Ionio che forma l’ampio golfo di Taranto fra la penisola salentina e la Calabria. E’ uno dei mari più piccoli ma anche il più caldo e profondo (4115 metri), dalle coste rocciose vicino alla Calabria ma basse e sabbiose dopo il Golfo di Taranto;
il mar Tirreno con cui comunica il mar Ionio attraverso lo stretto di Messina ed è il più profondo(3731 metri) e il maggiore dei mari italiani. Inoltre, questo mare è ricco di isole e le sue coste sono basse e sabbiose;
il mar Ligure a nord, il più piccolo ma abbastanza profondo(2000 metri). A questi quattro bacini principali si aggiungono il mar di Sardegna e il mar di Sicilia, che separa le coste siciliane da quelle tunisine, distanti circa 138 km.
Oggi i mari italiani, secondo alcune indagini, lamentano uno degli inconvenienti più allarmanti: l’impoverimento biologico. Infatti, alcuni studiosi hanno affermato che la pescosità del mar Mediterraneo è in costante diminuzione. Tra le cause di questo impoverimento annoveriamo: sovraffollamento delle coste e quindi il conseguente aumento degli scarichi a mare; il continuo passaggio delle petroliere e altre abitudini scorrette da parte dei bagnanti o del turista in barca che getta sacchetti o mozziconi di sigarette, ignorando il danno che sta facendo al mare.
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