In provincia di Sassari, l’Asinara è un’isola che si estende a nord della punta Falcone nel golfo omonimo della zona nord occidentale della Sardegna. Anticamente fu oggetto di disputa tra Pisa, Genova e gli Aragonesi per la sua posizione strategica e nel settecento furono i Savoia ad impossessarsene.
Successivamente le fu attribuito il nome di isola del Diavolo: è stata, infatti, un campo di prigionia nei primi anni del novecento ed uno dei più importanti carceri italiani durante il periodo del terrorismo degli anni settanta. Il suo lungo isolamento ha senza dubbio accresciuto da una parte il suo fascino e mistero e dall’altra ha permesso la conservazione di alcune aree incontaminate, rendendola molto importante anche a livello internazionale. Il suo territorio è prevalentemente montuoso e utilizzato per il pascolo. E’ la seconda isola sarda dopo Sant Antioco per quanto riguarda le sue dimensioni e ha una forma stretta, allungata con coste alquanto frastagliate, indice di una notevole varietà di habitat.
Le coste dell’isola si presentano incontaminate ma la stessa cosa non può dirsi di alcune zone interne che sono invece alquanto degradate poiché utilizzate per l’agricoltura. La flora dell’Asinara ha caratteristiche prettamente mediterranee ed è costituita da diverse specie veramente rare. La fauna ha invece subito profonde trasformazioni e tra le specie più rilevanti troviamo il cervo sardo e la foca monaca. Inoltre annoveriamo la lepre sarda, il muflone e il barbagianni, oltre a diverse specie di anfibi, uccelli, rettili e mammiferi come gli asinelli bianchi e grigi, che sono caratteristici dell’isola in quanto sono piccoli di dimensione e hanno la testa quadrangolare, il collo corto e gli arti robusti.
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