L’Italia presenta una varietà di bacini lacustri, diversi per dimensioni e origini. I più grandi sono quelli prealpini, come il lago Maggiore, il lago di Como, il lago di Iseo e il lago di Garda. Questi sono laghi di origine glaciale poiché occupano delle conche scavate profondamente dai ghiacciai durante le glaciazioni.
Numerosi sono anche i bacini artificiali in tutto l’arco alpino, creati mediante dighe che sbarrano i corsi d’acqua e vengono utilizzati soprattutto per la produzione di energia idroelettrica e l’irrigazione di zone asciutte.
Nell’Italia insulare i laghi sono per di più di origine vulcanica e in parte costieri. Quelli che occupano crateri di vulcani ormai estinti hanno una forma circolare, per esempio il lago di Bolsena e quello di Bracciano, molto grandi. Un altro esempio è il lago Trasimeno, in Umbria,che però non è un lago vulcanico. Esso occupa una conca molto ampia ma poco profonda ed originata dai movimenti della crosta terrestre.
I laghi costieri, invece, si sono formati dove pezzi di terra hanno racchiuso piccoli tratti di mare e presentano acque salmastre. Ricordiamo tra questi la laguna di Orbetello, in Toscana e i laghi di Varano e di Lesina che si trovano in Puglia. Generalmente, i laghi italiani presentano una diversa colorazione e questo perché essa è influenzata da alcune caratteristiche ambientali, per esempio, la presenza nel fondo di una particolare vegetazione oppure dello stato del cielo. Il lago di Garda, il lago Blu e quello Azzurro nelle Alpi sono azzurri mentre sono bruni il lago Nero e il lago Scuro negli Appennini poiché le loro acque sono ricche di composti ferrosi. Verdi sono invece i laghi alpini. Il lago di Tovel nel Trentino Alto Adige è di un particolare color rosso, poiché in esso è presente un particolare organismo vivente che appartiene alla famiglia delle alghe e che si riproduce solo in questo laghetto. |