Per la sua forma allungata la penisola italiana non è caratterizzata da fiumi di corso molto lungo. Tuttavia, tra i più importanti fiumi di Italia annoveriamo il Po che è il più lungo fiume italiano. Esso nasce dal Monviso e sfocia nell’Adriatico.
Un altro esempio è l’Adige che nasce dalle Alpi centrali e sfocia anch’esso nell’Adriatico come altri importanti fiumi come il Brenta, il Tagliamento e il Piave. Inoltre ricordiamo l’Arno che bagna Firenze e il Ticino che invece attraversa Pavia .
Generalmente i fiumi settentrionali sono più lunghi di quelli dell’Italia peninsulare, poiché i rilievi da cui hanno origine sono più lontani dal mare rispetto all’Appennino centrale e meridionale. Inoltre, la loro portata è maggiore proprio perché sono alimentati da acque piovane e da quelle che provengono dalla fusione di nevi e ghiacciai.
Lungo la penisola troviamo il Tevere e l’Arno che presentano una certa lunghezza proprio perché anche gli Appennini sono a breve distanza dalla costa adriatica mentre i fiumi che scendono verso l’Adriatico sono più brevi. Quello che accomuna i fiumi appenninici è il regime; infatti hanno regimi irregolari essendo alimentati in gran parte da acque piovane.
Infine, alcuni fiumi dell’Italia meridionale e insulare si presentano asciutti per la maggior parte dell’anno, con conseguenze negative per la fertilità delle terre circostanti ma diventano impetuosi durante il periodo delle piogge. A questo proposito si ricordi l’alluvione dell’Arno nell’autunno del 1996 e che costituisce un esempio ancora ben vivo nella memoria dei fiorentini.
Per quanto riguarda i trasporti e le comunicazioni i fiumi italiani hanno un ruolo non molto importante e ciò perché questi fiumi presentano un andamento inquieto per cui sono solitamente poco navigabili. Ciò vale non solo per quelli appenninici ma anche per la maggior parte dei fiumi alpini e sono tributari del Po.
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